“L-i/o-ving Colour” Blue

•Dicembre 24, 2009 • 3 Commenti


“L-i/o-ving Colour” Blue
Fotografie scattate da Giorgia Benazzo e Martina Albertini

Foto di Scena “L’Ultimo Giorno”, Videoclip de Lo Studio Staff

•Dicembre 21, 2009 • 4 Commenti


Fotografie di Scena_Giorgia Righini e Giorgia Benazzo
Regista (soggetto e sceneggiatura)_Giorgia Righini
Aiuto Regista (sceneggiatura)_Eleonora Liparoti
Direttore della Fotografia_Alberto Mocellin e Filippo Leoni
Cameraman_Filippo Leoni
Direttrice di Produzione, Make up artist, Hair stylist_Giorgia Benazzo
Costumiste_Debora Intile e Giulia
Attore protagonista_Gianvito Cofano
Attrice protagonista_Martina Francesca Albertini
Comparse: Luigi ed Eugenia Segre, Riccardo Casiccia, Riccardo Pirovano,
Michele Bucci,
Elisa Cristantielli, Giulia Trincardi, Antonio Feroldi, Marco Sospensorio,
David Fragale, Eugenio M. Nesi, Anna Cigoli, Marta, Matteo Stefan,
Debora Intile, Caronia, Lo Studio Staff (Claw, Masta, Angelo)


Foto di Scena “L’Ultimo Giorno”, Videoclip de Lo Studio Staff

•Dicembre 18, 2009 • 2 Commenti


Fotografo di Scena_Niccolò Snerto Meazza
Regista (soggetto e sceneggiatura)_Giorgia Righini
Aiuto Regista (sceneggiatura)_Eleonora Liparoti
Direttore della Fotografia_Alberto Mocellin e Filippo Leoni
Cameraman_Filippo Leoni
Direttrice di Produzione, Make up artist, Hair stylist_Giorgia Benazzo
Costumiste_Debora Intile e Giulia
Attore protagonista_Gianvito Cofano
Attrice protagonista_Martina Francesca Albertini
Comparse: Luigi ed Eugenia Segre, Riccardo Casiccia, Riccardo Pirovano,
Michele Bucci, Elisa Cristantielli, Giulia Trincardi, Antonio Feroldi, Marco Sospensorio,
David Fragale, Eugenio M. Nesi, Anna Cigoli, Marta, Matteo Stefan,
Debora Intile, Caronia, Lo Studio Staff (Claw, Masta, Angelo)

“L’Ultimo Giorno” / Videoclip Lo Studio Staff

•Dicembre 15, 2009 • 2 Commenti

Dal set del videoclip noir in stile anni ‘40
del corto “L’Ultimo Giorno” (Lo Studio Staff)

Fotografie _ Snerto / Niccolò Meazza
Attrice protagonista _ Martina Francesca Albertini
Make up / Hair _ Giorgia Benazzo


D’Istante

•Dicembre 4, 2009 • 12 Commenti

E’ sottile la linea che separa la presenza (concetto che si articola appunto nel “presente”, nell’istante) dall’assenza (sensazione che si articola invece in un tempo indefinibile, un tempo quasi eterno, che è però la negazione stessa del momento).
Ed è su questo confine che ho lavorato per  “D’Istante”, sul limite cioè che delinea due concetti solo apparentemente lontani, sebbene in realtà siano molto vicini. Concetti che sembrano inconciliabili ma si possono invece fondere in una perfetta concomitanza di senso giocando con ciò che li accomuna e li divide.

La narrazione si articola in quattro capitoli :
-La nascita del linguaggio e la percezione / scena tratta da “American Beauty” e audio da “Waking Life” /
Partendo da una situazione di distanza e incomunicabilità (dietro alle finestre non è permessa la comunicazione verbale ma solo quella visiva) viene descritta la nascita del linguaggio (espressa teoricamente nell’audio e fisicamente / visivamente nell’interazione dei due ragazzi per mezzo di una videocamera) e come la relazione  tra significante e significato nella comunicazione contribuisca alla comprensione dei sentimenti e alla percezione di noi stessi in relazione agli altri.
-La scoperta di una vera comunicazione / immagini riprese girando Milano senza meta e audio da “Waking Life” /
La seconda parte è frutto di una giornata in cui io e il mio migliore amico Brian siamo andati in giro per Milano senza una meta prestabilita, lasciandoci solo trasportare dalle sensazioni e da ciò che ci capitava nel viverle.
Comincia qui “la scoperta di una vera comunicazione”, capitolo che, pur essendo ancora nel campo del visivo e del corporeo, abbatte la barriera fisica del “muro trasparente” del capitolo precedente (le finestre), dando alla luce immagini che parlano di sguardi (la donna anziana che guarda dritta in camera), di luoghi sfuggenti (luoghi metropolitani squarciati dai mezzi di trasporto), di presenza (l’acqua e il suo moto costante) e al contempo di assenza (la donna anziana disorientata in mezzo ai passanti).
-La vita e il relazionarsi / immagini riprese dalla webcam, riprese dal vivo e audio da “Waking Life” /
Se nei primi due capitoli la relazione tra l’individuo e gli altri, tra l’individuo e ciò che ha attorno, è stata mediata dal mezzo (videocamera), nel terzo capitolo avviene lo stacco tra l’immagine di se stessi (“tutta questa idea che ci facciamo di noi stessi è solo una struttura logica, un posto in cui ospitare momentaneamente tutte le astrazioni”) e la realtà  (“c’è stato un tempo per diventare consci, per dare forma e coerenza al mistero..e io ne ho fatto parte”).
Si salta quindi dalla distanza all’istante. Si può dire che il punto focale di tutta la narrazione sia proprio questo stacco che delinea il limite (prima poco chiaro) di cui parla il primo capitolo (l’immagine iniziale della “finestra” fisica tra i due ragazzi, viene citata e rimpiazzata dalla “finestra” della chat sullo schermo).
A rappresentare il passaggio del confine tra significante e significato, tra l’immagine referenziale e il referente stesso  non è soltanto il cosa viene mostrato in video o detto nell’audio ma anche il come , ovvero il cambiamento delle riprese da bianco e nero a colore. Colore che segna l’incontro reale dei due ragazzi che parlavano in webcam ed il passaggio dall’immaginarsi al relazionarsi.
-L’istante / immagini a nero e audio “Waking Life” /
L’audio sovrasta ogni cosa, la sua importanza è totale. Ogni residuo d’immagine sullo schermo è tolto per lasciare spazio all’essenza conclusiva, a ciò su cui si basa ogni forma di comunicazione, di relazione, di felicità: l’affermazione dell’istante e il viverlo pienamente.
Perchè l’istante è un meraviglioso processo di astrazione in cui riusciamo a vivere nel buio di noi stessi un momento di vero smarrimento come di sincera consapevolezza.


Giorgia Benazzo

“D’istante”

•Dicembre 1, 2009 • 2 Commenti


“D’istante”
Fotografia ed elaborazione in Psd
Giorgia Benazzo

“oui”

•Novembre 30, 2009 • 5 Commenti


“oui”
Make up e Fotografia_Giorgia Benazzo
Bellezza e Carisma_Martina Francesca Albertini
[un grazie particolare ad una persona bella,
nel senso più esteso del termine
]

Nemico Pubblico

•Novembre 26, 2009 • 12 Commenti

Amore mio, non so nemmeno da dove partire..sono ancora sconvolta da ciò che mi è accaduto. Non preoccuparti, tanto per cambiare è intangibile, ma ciò non gli impedisce di trafiggermi comunque come una lama.
Eravamo io e la Sarah in sala, guardavamo il film, Nemico Pubblico, tra gli spari e i morti, e alle nostre spalle si sente aprirsi la porta d’ingresso. Ci voltiamo sentendo tre ragazzi parlare e dire ad un volume di voce normale, quotidiano…”guarda queste persone”, il tono disgustato. I ragazzi quindi si dividono, mani in tasca, uno alla nostra destra, due alla nostra sinistra, abbassano di poco la voce ma continuano a parlarsi da parte a parte delle file. Un pò si guardano tra di loro, un pò guardano il pubblico, il ragazzo a destra alza il labbro, e gli leggo in faccia lo schifo. Comincio a sentirmi il sangue che si ritira dalle vene, mi coglie una sensazione improvvisamente. Penso ” ora ci uccidono tutti “. Sento, vivo la Columbine, penso alle storie di cronaca, ci sono dentro completamente, non “im-” ma “som-”mersa. Stanno li un cinque minuti, mi sembra il tempo più lungo della mia vita, provo a parlare con Sarah, sento che per quante parole possa dire, non sarebbero abbastanza, penserebbero che sono pazza, paranoica, e anche se così non fosse, io non potrei comunque fermarli. Dallo schermo solo rumori di spari, se ci ammazzassero con un revolver non li sentirebbe nessuno, basterebbe un cazzo di silenziatore.
Ma cosa ti viene in mente? provo a rassicurarmi, non mi riesce. Alla fine io sono qui, stasera, che nemmeno dovevo uscire di casa, sono qui con Sarah, e guardavamo il film in sala, ora guardo la realtà, più forte, anzi troppo. Può essere la mia morte questo luogo e io non dovevo nemmeno trovarmi qui.
I ragazzi cominciano ad uscire dopo aver osservato ovunque. Dico a Sarah dell’ansia che mi assale..mi dice tranquilla, che anche a lei hanno messo ansia ma che non è nulla di grave. E io non mi calmo. Loro sono fuori, hanno visto quanti siamo e ci aspettano fuori, aspettano che finisca il film. Alla fine della pellicola sto seduta e ferma, mi dico, lascio che escano gli altri..tanto se devono sparare sparano ai primi che escono, e, se dovessi sentire che aprono il fuoco su di loro, mi accascio a terra e non mi muovo, fingo di essere morta, non c’è problema, aspetto anche dei giorni, non mi muovo finchè non mi trovano, finchè non mi vengono a prendere, finchè non sento che del pericolo non rimane nemmeno il pensiero.
Ma io non posso morire adesso, ho troppe cose nella testa, non posso lasciare le persone che ci sono qui. Vorrei morissero le persone che amo al posto mio, rifletto, perchè mi fa più male il pensiero che loro soffrano a causa mia (penso alla morte delle persone che amo, a come vivrei se succedesse – cazzo Giorgia, succederà, oddio), che il pensiero di soffrire io per la loro perdita, il dolore più grande. Allora continuo, meglio: provo a ricominciare a guardare il film ma sento che loro fuori ci aspettano, che sta per scoppiare il finimondo.
Cioè…
alla fine io sono qui, una vita incredibile, fortunata, e non concepisco in questo bel momento la possibilità che una persona disperata compia un gesto distruttivo. Perchè poi? il mio mondo sono io e nel mio mondo è un bel periodo, c’è un bel sole, perchè cazzo dovrebbe cadere un albero come in un tornado se c’è una giornata senza vento e di sole pieno? Ed è allora che esco dal mio corpo, in un secondo sono un’altra persona che ha dentro di sè un rogo ed è lì, in piedi accanto a me, che mi guarda e vuole uccidermi perchè gli faccio schifo, perchè in quel momento non ha più un’anima, non ha più un domani, non ha più niente e vuole distruggersi e vuole distruggermi per una ragione, senza alcuna ragione. Solo distruzione. E da quel corpo mi guardo seduta, una ragazza carina, bella vita, bella testa, tutto ok. Rientro dentro il mio corpo sullo schienale e subito avverto una sensazione: è quella di una persona con puntata addosso la morte. Mi scattano una fotografia da fuori: “ragazzo guarda negli occhi giovane ragazza al cinema”, media offline, “giovane ragazza sul punto di morire osserva il suo carnefice, che restituisce lo sguardo”. E accade tutto senza un’immagine, senza una prova che esista, ma esiste, io sono lì: testimone, sono lì: vittima, e muoio al pensiero di morire.
Lui però non mi sta guardando, è fuori dalla sala, fuori dalla porta, dentro la mia mente, non importa. Fingerò di essere morta, e così sopravviverò. Ma conosco la mia condizione, morirei comunque anche se dovessi continuare a vivere. Il fisico è un dettaglio irrilevante. Respiro a fatica. Panico panico panico panico, tutto sta cambiando e nessuno lo vede, la compostezza del pubblico mi disarma fuori, mi sconvolge dentro, ma non mi alzo, peggiorerei la situazione, e poi…impazzirei.

Aspetto inerme l’ora della verità.
Posso scrivere questa lettera perchè sono viva, ma il motivo per cui la scrivo è che sono morta.

G.B.

Impressioni d’una sera

•Novembre 22, 2009 • Lascia un Commento

“Grigio Arlecchino” parte seconda

•Ottobre 21, 2009 • 17 Commenti

grigio arlecchino-parte seconda
“Grigio Arlecchino” _parte seconda_
Fotografia e Composizione in Adobe Psd
Giorgia Benazzo

“Eclessidrami”

•Ottobre 20, 2009 • 4 Commenti

eclessidrami
“Eclessidrami”
Fotografie e Composizione in Adobe Psd
Giorgia Benazzo

“Nella luce calda d’un freddo mattino d’ottobre avrei voluto, cucchiai, dormire ad’oro con te”

•Ottobre 15, 2009 • 13 Commenti

Nella luce calda d'un freddo mattino d'ottobre avrei voluto con te dormire a cucchiaio
“Nella luce calda d’un freddo mattino d’ottobre
avrei voluto, cucchiai, dormire ad’oro con te”
Fotografia Giorgia Benazzo

Foto Performance “Pregnant” / PuntoG

•Ottobre 5, 2009 • 5 Commenti

puntoG

Un grazie speciale a Snerto per le foto

Performance PuntoG

•Settembre 26, 2009 • 17 Commenti

Locadina

PuntoG

Il progetto PuntoG nasce nel 2009 dall’incontro di due studentesse all’interno della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA).
È prendendo parte al corso di Performance Audiovisiva, tenuto dal gruppo Otolab, che si sviluppa il concept di Pregnant, performance di debutto per Giorgia Benazzo e Giorgia Righini.

” Pregnant “

Dopo un primo brainstorming partendo dal tema dell’”acqua”, comincia a prendere forma l’idea di creare una performance incentrata sul concetto di gravidanza e in particolare sull’osservazione di come nel parto la nascita dell’essere umano e la sua vita coincidano e siano causa della morte del liquido in cui il bambino è cresciuto.
Chiave del tutto è la presenza e il presente, ovvero la scelta di generare la parte video totalmente live e quella di lavorare sull’interazione dell’effetto ottico con suoni distorti in chiave noise su un beat precedentemente costruito.
L’assoluta unicità e irripetibilità dell’effetto visivo e sonoro -miscela di luci, colori, trasparenze, movimenti, beat cardiaci, respiri e suoni distorti- costituisce il punto focale della metafora sulla gestazione.

Sito web

Giorgia Benazzo
Giorgia Righini

“Unintended”

•Settembre 14, 2009 • 9 Commenti

G&G
Even when you’re not, you are.