13 Risposte to ““E se la notte non portasse consiglio?””
Per me il significato è questo: la ragazza che in D.Stranamore stava alla tastiera, qui sogna/immagina una passione molto terrena.
Ma ci sono alcuni particolari importanti. Uno è questo paese deserto, ma in cui gli edifici, le strade, sono quasi “possedute” dagli spiriti delle persone. E’ un qualcosa, la città morta ma viva, che mi fa venire in mente qualche eco letterario (Lovecraft?) che però ora non riesco esattamente a ricordare.
Il secondo particolare sono gli occhi volanti, non è la prima volta che li metti ed è una cosa che noto perché mi ricorda un quadro che ho sul lavoro; io lo chiamo “occhi sgocciolanti” ed è così inquietante che nessuno dei miei genitori al divorzio lo ha voluto, e così quando sono andato a stare da solo l’ho recuperato dalla cantina e l’ho portato con me; poi peraltro la mia ex mi aveva proibito anche solo di avvicinarlo a casa. A me però occhi sgocciolanti piace, non sarà una visione piacevole e rilassante, ma probabilmente la meglio riuscita di quell’artista-
Il terzo elemento è la porta, ma qui avrei tanto da scrivere e non voglio fare uno di quei commenti troppo lunghi che detesto
beh..perchè no..
alla fine credo sia importante dire tutto
quello che si pensa senza imporsi limiti
se le persone che abbiamo di fronte
non cè ne hanno imposti..no?
Comunque capisco benissimo il fatto che
schivino gli occhi..sono inquietanti
nella vita reale per la maggior parte delle persone
e spesso non vengono incrociati volontariamente
per questo motivo…figuriamoci averne in casa
appesi al muro che t osservano tutto il giorno…
dal canto mio io li adoro..adoro studiare gli sguardi
delle persone e mi sono costruita una collana
con una dozzina di occhi in decoupage che si muovo
a seconda di come si gira..
ne ho anche vendute in brera
(assieme agli orecchini con gli occhi ovviamente )
Le porte sono un simbolo psichico molto importante, c’è un test psicologico molto bello da fare con le porte. Devi immaginare 5 porte, una porta blu, una porta rossa, una porta verde, una porta bianca e una porta nera.
Ognuna ha un significato, che ovviamente non ti svelo. Il gioco è quello di immaginare e descrivere ognuna delle porte. Anzi, mi è venuta un’idea, perchè non provi a fare 5 composizioni ognuna con una delle porte blu, rossa, verde, bianca e nera? Alla fine, ti svelo il significato.
sembrano animali morti quegli occhi….e poi ti vengono addosso…
interessante la questione delle porte…
non so se ci farei effettivamente dei lavori,
anche perchè richiederebbe tempo…
ma spiegami meglio cosa significherebbe questo test
(non il vero significato delle porte)
Beh, il gioco lo puoi fare egualmente descrivendo a parole le porte, come te le immagini.
Ognuna delle porte rappresenta un aspetto della vita, la tua descrizione dovrebbe cogliere come tu vedi quell’aspetto della vita, ma se ti dico di più capisci troppo. E’ più un gioco psicologico, che un test vero e proprio, anche che chi me l’aveva insegnato un capodanno di ere geologiche fa mi pare studiasse psicologia.
Ps: tra l’altro io ho scoperto il tuo blog proprio perché mi aveva colpito l’occhio che usavi come account
Sul muro ci leggo come alcune fasi della vita, dall’infanzia dove c’è qualcuno che ti tiene per mano, all’adolescenza dove ci si sente sperduti agli anni successivi dove conosci l’amicizia ma magari a volte ci si sente equalmente come isolati.
sulla porta chiusa del civico n. 2 (o forse è il 3?) c’è il fantasma del presente, una delle due immagini la ritrovo dall’altra parte sotto il balcone e anche vicino alla porta con l’arco di pietra bianco.
sulla strada il fantasma del futuro, forse.
Già, dimenticavo le “mie” porte; il gioco l’ho fatto tanti anni fa, ricordo qualcuna delle idee che mi erano venute, mi piacerebbe riprovare ora ma non vorrei essere condizionato dal ricordare il significato di alcune di queste.
Ci provo, comunque
questo scorcio di contrada (mio padre ne farebbe un acquerello) sembra richiamare dei ricordi e tutti i personaggi che vi compaiono sono riuniti a coppie. A parte i due in alto, con una ragazza alle spalle, e i tre occhi/farfalla sullo sfondo. Dimenticavo il viso pensieroso sotto il balcone.
I due sdraiati sono all’inizio della stradina, o alla fine dello slargo, in mezzo alla strettoia. Inizio o fine di un amore.
Qui, dentro qui
questa città di pietre smosse
dove mi trascorrono le vie e gli archi
le età del mio tempo
mi tremano addosso tutte le mani qua
e là viventi ancora, intrappolate
tra l’intonaco e la fuga, smessa da poco dentro altra pietra.
Qui, ment(r)e mi raduno, chiamo i cicli della gioia e
si intervallano in veloce susseguenza l’improvviso
dolore che transita
la vita e la provvisoria sua sostanza.
bellissimi…
intrappolate tra l’intonaco e la fuga,
nella mente mi raduno
l’improvviso dolore che trasita, la vita
e la provvisoria sua sostanza…
grazie Ferni…
Per me il significato è questo: la ragazza che in D.Stranamore stava alla tastiera, qui sogna/immagina una passione molto terrena.
Ma ci sono alcuni particolari importanti. Uno è questo paese deserto, ma in cui gli edifici, le strade, sono quasi “possedute” dagli spiriti delle persone. E’ un qualcosa, la città morta ma viva, che mi fa venire in mente qualche eco letterario (Lovecraft?) che però ora non riesco esattamente a ricordare.
Il secondo particolare sono gli occhi volanti, non è la prima volta che li metti ed è una cosa che noto perché mi ricorda un quadro che ho sul lavoro; io lo chiamo “occhi sgocciolanti” ed è così inquietante che nessuno dei miei genitori al divorzio lo ha voluto, e così quando sono andato a stare da solo l’ho recuperato dalla cantina e l’ho portato con me; poi peraltro la mia ex mi aveva proibito anche solo di avvicinarlo a casa. A me però occhi sgocciolanti piace, non sarà una visione piacevole e rilassante, ma probabilmente la meglio riuscita di quell’artista-
Il terzo elemento è la porta, ma qui avrei tanto da scrivere e non voglio fare uno di quei commenti troppo lunghi che detesto
beh..perchè no..
alla fine credo sia importante dire tutto
quello che si pensa senza imporsi limiti
se le persone che abbiamo di fronte
non cè ne hanno imposti..no?
Comunque capisco benissimo il fatto che
)
schivino gli occhi..sono inquietanti
nella vita reale per la maggior parte delle persone
e spesso non vengono incrociati volontariamente
per questo motivo…figuriamoci averne in casa
appesi al muro che t osservano tutto il giorno…
dal canto mio io li adoro..adoro studiare gli sguardi
delle persone e mi sono costruita una collana
con una dozzina di occhi in decoupage che si muovo
a seconda di come si gira..
ne ho anche vendute in brera
(assieme agli orecchini con gli occhi ovviamente
E allora, vado con il tema delle porte.
Le porte sono un simbolo psichico molto importante, c’è un test psicologico molto bello da fare con le porte. Devi immaginare 5 porte, una porta blu, una porta rossa, una porta verde, una porta bianca e una porta nera.
Ognuna ha un significato, che ovviamente non ti svelo. Il gioco è quello di immaginare e descrivere ognuna delle porte. Anzi, mi è venuta un’idea, perchè non provi a fare 5 composizioni ognuna con una delle porte blu, rossa, verde, bianca e nera? Alla fine, ti svelo il significato.
Se ti interessa,comunque, questo è il link ad occhi sgocciolanti
http://www.bressanutti.com/galleria/surrealismo/surrealismo1.htm#
(il suo titolo ufficiale è inquinazione)
sembrano animali morti quegli occhi….e poi ti vengono addosso…
interessante la questione delle porte…
non so se ci farei effettivamente dei lavori,
anche perchè richiederebbe tempo…
ma spiegami meglio cosa significherebbe questo test
(non il vero significato delle porte)
http://ktismatics.files.wordpress.com/2008/07/metro-eyes.png
Beh, il gioco lo puoi fare egualmente descrivendo a parole le porte, come te le immagini.
Ognuna delle porte rappresenta un aspetto della vita, la tua descrizione dovrebbe cogliere come tu vedi quell’aspetto della vita, ma se ti dico di più capisci troppo. E’ più un gioco psicologico, che un test vero e proprio, anche che chi me l’aveva insegnato un capodanno di ere geologiche fa mi pare studiasse psicologia.
Ps: tra l’altro io ho scoperto il tuo blog proprio perché mi aveva colpito l’occhio che usavi come account
stavo per ricambiare avatar infatti…
cmq inizio a pensare al mio concetto di porte
associate ai colori….
tu immagino che l avrai già fatto..
non so cmq se hai pensato ai fantasmi raffigurati nella composizione..
cosa ti dicono?
Sul muro ci leggo come alcune fasi della vita, dall’infanzia dove c’è qualcuno che ti tiene per mano, all’adolescenza dove ci si sente sperduti agli anni successivi dove conosci l’amicizia ma magari a volte ci si sente equalmente come isolati.
sulla porta chiusa del civico n. 2 (o forse è il 3?) c’è il fantasma del presente, una delle due immagini la ritrovo dall’altra parte sotto il balcone e anche vicino alla porta con l’arco di pietra bianco.
sulla strada il fantasma del futuro, forse.
Già, dimenticavo le “mie” porte; il gioco l’ho fatto tanti anni fa, ricordo qualcuna delle idee che mi erano venute, mi piacerebbe riprovare ora ma non vorrei essere condizionato dal ricordare il significato di alcune di queste.
Ci provo, comunque
ma sulla strada sono in due
non un fantasma cm dici..
questo scorcio di contrada (mio padre ne farebbe un acquerello) sembra richiamare dei ricordi e tutti i personaggi che vi compaiono sono riuniti a coppie. A parte i due in alto, con una ragazza alle spalle, e i tre occhi/farfalla sullo sfondo. Dimenticavo il viso pensieroso sotto il balcone.
I due sdraiati sono all’inizio della stradina, o alla fine dello slargo, in mezzo alla strettoia. Inizio o fine di un amore.
è la fine.
lei è mezza statua di marmo,
dalla porta si autosserva
e la mente abbassa lo sguardo…
Qui, dentro qui
questa città di pietre smosse
dove mi trascorrono le vie e gli archi
le età del mio tempo
mi tremano addosso tutte le mani qua
e là viventi ancora, intrappolate
tra l’intonaco e la fuga, smessa da poco dentro altra pietra.
Qui, ment(r)e mi raduno, chiamo i cicli della gioia e
si intervallano in veloce susseguenza l’improvviso
dolore che transita
la vita e la provvisoria sua sostanza.
ferni
bellissimi…
intrappolate tra l’intonaco e la fuga,
nella mente mi raduno
l’improvviso dolore che trasita, la vita
e la provvisoria sua sostanza…
grazie Ferni…